L'Unità di Produzione Video del Nawafeed Youth Forum
1. L' UNITA' DI PRODUZIONE
L''Unità di Produzione Video del Centro Giovanile Nawafeed è nata nel dicembre 2005, grazie alla collaborazione fra due formatori di Zalab, Stefano Collizzolli e Sara Zavarise, ed i ragazzi del Nawafeed Youth Fourm.
Gli obiettivi di lavoro dell'Unità sono stati individuati, in un momento assembleare di apertura, come i seguenti:
"mandare lettere al mondo";
costruire riconoscimento sociale per il centro tramite la comunicazione sulle sue attività e sui suoi scopi;
parlare di problemi sociali, e, tramite la loro presentazione filmica, intervenirci con scopo trasformativi.
I primi problemi sociali individuati sono:
la costruzione del muro, che circonderà Biddu da tre lati, isolandolo definitivamente da parte delle sue terre coltivate e dal resto della West Bank, e principalmente dalle città di Gerusalemme e Ramallah, verso le quali il paese ha sempre gravitato;
i checkpoints ed in particolare la loro ingombrante influenza sul tempo di vita degli studenti;
i problemi delle donne, ovvero il mancato dialogo fra ragazzi e ragazze, il fatto che le donne non abbiamo voce per portare all'attenzione pubblica i propri problemi ed esigenze e che siano sottoposte alla pratica dei matrimoni combinati e precoci; la disoccupazione;
la violenza domestica come fattore endogeno e come conseguenza della violenza sociale dell'Occupazione.
Più in generale, l'obiettivo è quello di fare "film per la pace", che diano ad una popolazione estenuata e disperata il senso della possibilità di un futuro.
2. IL LAVORO NELL'UNITA' DI PRODUZIONE VIDEO
A partire dagli obiettivi dell'Unità Video, e stato individuato un soggetto: l'inutilità del tempo per i giovani di Biddu, stretti fra impossibilità di movimento, disoccupazione e peso dei legami tradizionali, e quindi la vita quotidiana dei ragazzi, a spasso per le strade, e delle ragazze, confinate in casa (venerdì 9 dicembre) e dei personaggi da sviluppare: Mohammed Gara per i ragazzi e Taghreed Abu Eid per le ragazze, due dei trainee (sabato 10 dicembre).
Parallelamente è avvenuta la presentazione del materiale.
Tra lunedì 12 e martedì 14, con l'ausilio di proiezioni di altri film documentari e di lunghe sessioni di discussione collettiva, il soggetto ed i personaggi sono stati sviluppati. Parallelamente, si svolgevano sessioni pratiche di uso della telecamera e la prima introduzione al software di montaggio.
Mercoledì 15 dicembre sono iniziate le riprese. Il gruppo è stato diviso in due troupes, ciascuna guidata da un formatore. Oltre a produrre materiale per il montaggio del film finale, le riprese sono state anche occasione di ulteriore approfondimento tecnico.
Sabato 17 dicembre sono iniziate l'acquisizione ed il montaggio, che sono diventate pratica dell'intera giornata a partire da lunedì 19 dicembre. Anche in questo caso, il montaggio del film era occasione per approfondimento tecnico.
Martedì 21 dicembre, il pre-montato del film, lungo 20 minuti, è stato presentato e discusso con i ragazzi del laboratorio e con altri invitati del Centro Giovanile; si sono individuati tutti i cambiamenti da operare per arrivare al final cut, e si è deciso che questi interventi fossero eseguiti dai trainee. La versione finale del film è stata poi post-prodotta in Italia, a cura dei formatori.
3. SOTTO LO STESSO TETTO
Il primo lavoro dell'Unità di Produzione Video del Nawafeed Youth Forum ha preso il titolo di "Sotto lo stesso tetto" (Italia-Palestina, 2006, miniDV, 20').
Il film è stato presentato in Sardegna fra il 22 e il 28 febbraio 2006, a Roma il 1 marzo 2006, a Milano ed a Padova nel corso di aprile 2006. E' stato proiettato a Civitas - Fiera del terzo settore a Padova.
E' stato inoltre proiettato a Kerchaou, in Tunisia, dove si sta svolgendo un laboratorio simile a questo, ed a Zaragoza (Spagna) nel corso del festival Inventario.
4. RAGIONI DEL PERCORSO
Za_lab lavora con il video come strumento di cooperazione creativa (video partecipato) perché:
è uno strumento di comunicazione relativamente agibile dal punto di vista tecnico ed economico, in grado già per questo di scavalcare barriere comunicative.
E' uno strumento tuttavia un po' pesante, che per generare comunicazione con un impatto sociale (saltare barriere) ha bisogno più di altri di organizzazione, coinvolgimento di competenze diverse e lavoro di gruppo.
E' il linguaggio egemone della rappresentazione della realtà. Impossessarsi del linguaggio egemone è la prima barriera comunicativa che chi partecipa a un video-laboratorio salta.
La cooperazione creativa si muove su una frontiera fra audiovisivo e azione sociale, utilizzando lo strumento del laboratorio video condiviso.
Ciò che può davvero determinare la crescita di democrazia, partecipazione e giustizia nella società globale non è la capacità tecnica dei nuovi media di raggiungere ogni angolo del pianeta, ma è la reale diffusione di abilità e possibilità di utilizzo responsabile delle risorse comunicative che i nuovi media mettono a disposizione.
Dalla platea globale di spettatori passivi ad una società plurale di narratori consapevoli.
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