IL FILM: PIP49
San Pietro, paese con poco più di mille abitanti diviso tra i comuni di Tezze sul Brenta e di Rosà Vicentina, nel cuore di quell'arcipelago imploso che costituisce il non-luogo metropolitano più industrializzato e più ricco d'Italia: il centro del Nord-Est, il triangolo di pianura padana compreso tra le province di Padova, Treviso e Vicenza. Chilometri di strade provinciali lungo le quali si snocciolano senza soluzione di continuità capannoni, villette, magazzini, gru, cisterne, betoniere e ancora villette. Dietro le loro mura si nascondono mentalità contadine private dalla bellezza della fatica e abbrutite dall'arroganza di campanilismi ed egoismi, immortalati dalla solida e perfetta alleanza tra l'arrivismo berlusconiano e la grettezza bossiana.
PIP 49 è la storia di come tutto ciò possa ancora essere rifiutato e forse addirittura cambiato.
PIP 49 è la storia di un'inattesa, ma profonda ribellione da parte dei cittadini di San Pietro contro la costruzione della Val Brenta, la più grande Zincheria d'Europa. Cittadini - non militanti di movimenti ecologisti o di minoranze di sinistra - semplicemente cittadini, residenti nella case offese dalla Zincheria, ex elettori leghisti o illusi berlusconiani, risvegliatisi orfani di una cultura contadina totalmente svenduta ad interessi privati di clan imprenditoriali e dei loro club politici.
La Zincheria, denunciano i ribelli di San Pietro, è uno dei più grossi e ben celati affari di ecomafia gestito sulla loro pelle dal connubio tra sei attori: i potenti fratelli Didonè (ingegneri locali diventati negli ultimi dieci anni assessori, sindaci e deputati leghisti) solide strutture camorristiche probabilmente riconducibili al clan Agizza di Napoli, coperture di poteri politici locali e nazionali, silenzi ecclesiastici, ricche strutture finanziarie create ad hoc e connivenze di alcuni settori della magistratura e delle forze dell'ordine.
Il Presidio San Pietro cerca da quattro anni di bloccare la costruzione della Zincheria, denunciandone tutte le violazioni edilizie, ecologiche e urbanistiche, nonché smascherandone le finalità di copertura di un grande deposito di rifiuti tossici, collocato, come nella peggiore tradizione ecomafiosa, nelle fondamenta dell'enorme edificio industriale.
Nonostante tutto ciò, il Comune di Rosà e la Provincia di Vicenza, come racconta il film nelle sue ultime scene, hanno dato l'ok definitivo all'inizio della lavorazione all'interno della nuova enorme Zincheria gialla.
Ma la lotta del Presidio non si ferma e la presentazione del film ne è una nuova tappa...
LA PRODUZIONE
Pip49 è stato prodotto all'interno del progetto "Che cosa manca" da Eskimosa- società del gruppo Feltrinelli e da RaiCinema Ma quasi interamente padovano è il suo sviluppo.
L'idea e il soggetto sono di Andrea Segre (in collaborazione con lo sceneggiatore fiorentino Cosimo Calamini), la regia è di Andrea Segre e Francesco Cressati, le riprese sono state supportate dal giovane autore toniCorti Matteo Calore, le fotografie di scena sono del padovano Simone Falso, le musiche dei padovani Piccola Bottega Baltazar e l'organizzazione generale a cura di toniCorti, che con questa nuova avventura conferma il suo grande impegno e attenzione per il cinema del reale e per la realtà complessa, tesa e spesso troppo poco "scoperta" del Veneto e di tutto il Nord-Est.
IL BRINDISI
Venerdì 6 ottobre saranno presenti: gli autori toniCorti Andrea Segre, Francesco Cressati E Matteo Calore, Daniele Pasinato e Lorenzo Signori del Presidio, i musicisti della Piccola Bottega Baltazar, il fotografo Simone Falso e tanti altri amici...